L’Aquila: tre mesi dopo
Sono così trascorsi 3 intensi mesi da quella scossa notturna e sanguinaria che ha cambiato tutto in Abruzzo.
Nonostante tutto e nonostante i corvi di malaugurio i cantieri sono avviati e per settembre dovrebbero essere consegnate le prime case antisismiche. Per il 21 settembre la campanella suonerà per gli alunni aquilani. Il decreto Abruzzo che stanzia svariati miliardi di euro è stato varato nonostante l’incomprensibile no dell’opposizione (no alla ricostruzione!?). Dunque la strada verso la normalità inizia ad essere visibilmente pavimentata con fatti concreti.
In più questi sono giorni particolari. Nel mondo e nei media internazionali si torna a parlare dell’Aquila. È il compimento della felice intuizione del Premier all’indomani dei funerali delle vittime. Il conto alla rovescia per il G8 aquilano è giunto così agli sgoccioli. Sono sicuro che questo aiuterà a proiettare il nome dell’Aquila. Spero che i teppisti non vengano a rovinare questo summit che mi inorgoglisce come abruzzese. Anzi non capisco come mai i No Global non alzino una sola parola di protesta verso l’Iran e le sue mani insanguinate oppure verso
L’Aquila sarà per pochi giorni l’ombelico del mondo e questo mi rende di nuovo fiducioso sulla sua rinascita. Nulla è perduto a dispetto dei pessimisti.
4 Luglio - Independence Day
Gli ideali di libertà grazie ai quali sono nati gli Stati Uniti d'America soffiano ancora nella nostra Europa nonostante i tentativi di polverizzarli. Di fronte alle minacce alla nostra civiltà bisogna rinverdire la consapevolezza che nasciamo liberi.
Purtroppo questa libertà non è conosciuta da miliardi di persone che vivono oppresse da nuovi e sanguinari totalitarismi. Il mio pensiero dunque va ai pacifici e veri combattenti per la libertà che si battono per un futuro migliore in Iran, Birmania, in Sudan, in Cina, in Tibet, in Cuba, nello Zimbabwe, in Corea del Nord, in Russia, nei tanti paesi compressi dalla shaaria e dal terrorismo islamico e in tanti altri stati.
Guardando all'attualità sono profondamente deluso. Obama non sosteniene le semplici richieste di libertà degli iraniani. Dov'è il change, dove sono gli ideali proclamati fino a pochi mesi fa? Spero che dopo lo schiaffo ricevuto dai dittatori iraniani possa ricredersi e usare parole forti e chiare: Freedom!
Un Mare, Un Sogno
“Un mare, Un Sogno” è lo slogan dei Giochi del Mediterraneo che si sono aperti il 25 giugno nella città adriatica di Pescara. Questo evento così importante per la mia terra purtroppo è dominato da un ricordo cupo. Le Olimpiadi d’Abruzzo sono senza sorriso, senza quel tripudio e quella festa che kermesse sportive come queste generano di solito. Abbiamo un cuore fratturato e questo cuore si chiama L’Aquila.
Nonostante questo la cerimonia d’inizio e le prime competizioni testimoniano la capacità della mia regione di far parlare di sé in positivo: accoglienza, vivibilità, bei paesaggi e sport di altro livello. Peccato che i media nazionali dedichino poco spazio a questa competizione ne gioverebbe soprattutto il nostro turismo. Quindi se state ancora pensando ad una località per le vostre vacanze venite nella Regione Verde d’Europa.
Quando penso alla seconda parte dello slogan (un sogno) il mio pensiero immediamente va ai giovani iraniani che stanno sfidando la dittatura islamo-fascista dei mullah. Proteste pacifiche trasformate in trappole mortali, intimidazioni pesantissime, morti e assenza di libertà di informazione: un quadro terribile. A questo si aggiunge il mio nero stupore per l’immobilismo di Obama. Perché è stato così riluttante ad esprimere il suo rammarico per la violenza del regime verso gli inermi? Change?! Pensavo che fosse vuota retororica come affermavo in alcuni post e forse queste prove di politica estera iniziano a darmi ragione. Il sogno dei giovani iraniani di squarciare la cappa opprimente del regime islamo-fascista non merita di essere sostenuto? Un Sogno…..un Iran democratico e aperto.
Tre Volte Sì
Arrivo con ritardo pazzesco a sollecitarvi al voto referendario. Eppure è un momento di democratico confronto che può cambiare l'Italia. Domani e lunedì con il referendum tutti noi possiamo votare Sì per abrogare il porcellum. Con tre sì possiamo cambiare una legge che tutti a parole vogliono riformare ma che poi nessuno si guarda bene dal toccarla. Non si avrà una legge elettorale perfetta ma almeno sarà riformata la famosa porcata.
Il fatto che si parli di zoccole, presunte trombate ed altre amenità ma non del referendum non mi fa stare tranquillo.
L’Italia ha bisogno di una scossa, non quella paventata da Massimo L’Italia si merita un compiuto bipartitismo dove il PDL non deve continuamente mediare le richieste di Bossi e il PD tentare di arginare il tarlo rancoroso di Tonino. Se votiamo Sì è possibile avvicinarci a modelli più efficienti di democrazia.
Molti ovvero Udc, IdV, Lega ed altri paventano derive tiranniche e catastrofiche per il quadro politico italiano se con la vittoria del Sì si assegnerà il premio di maggioranza alla lista più votata (il porcellum invece l'assegna alla coalizione).
A questa ed ogni altra obiezione che si è infatti sollevata c’è sempre una valida e potente replica. Repliche che rispondono ai requisiti di stabilità e governabilità che i cittadini implorano da anni. Cazzo! ditemi se questo è poco.
Quindi domani e lunedì non sprecare il tuo voto, non inventarti che non trovi 5 minuti per tracciare il tuo Sì se condividi questo semplice post. Vota Sì per il referendum contro i partiti che bloccano la governabilità, per governi saldi e stabili.
Scegli il Sì. Grazie!
Guerre per Procura
Alla fine dopo la finta tenuta delle Europee e la batosta vera del primo turno delle Amministrative la tregua tra le correnti del PD che vogliono acciuffare lo scranno della leadership democratica è pazzamente saltata. D'Alema rilascia interviste, mobilita la sua fondazione e dichiara di sostenere Bersani. Veltroni, ricompare magicamente sui media lanciando un affondo. Walter dichiara di aver organizzato un incontro a sostegno di Franceschini, proprio quello che continua a giurare che al Congresso di Ottobre non presenterà la propria candidatura.
In altre parole, come la si gira e volta, è tornata la guerra per procura per la leadership. Dietro Bersani e Franceschini si vedono le facce dei due Dioscuri nemici di sempre: Walter e Massimo. È dunque iniziata la nuova fase della resa dei conti tra i due.
Ora per il Congresso di Ottobre capisco che sia necessario avere precise strategie, che bisogna motivare le proprie truppe nonchè i propri potenti sostenitori (banche, sindacati, gruppi editoriali e intellettuali) ma intanto il 21 ci sono i ballottaggi e il Referendum. Era proprio ora di iniziare una calda estate di lunghi coltelli proprio prima del secondo turno elettorale? Ho paura che se ne siano scordati di questo appuntamento nonostante ci sono in ballo importanti realtà comunali e provinciali. Ormai tutto è proiettato verso l'autunno. Che dite ci saranno scosse?